Per i prossimi weekend in occasione
delle festività religiose di Cesarano (30-31 agosto 2003), Pantaniello
(6-7 settembre 2003) e Cappella S. Angelo l'Estate Caiatina si
interromperà per riprendere il 13/09/2003.
Rassegna Stampa
(Dalla Gazzetta di Caserta)
FESTIVAL JOVINELLI CALATO IL
SIPARIO
L’esilarante
commedia di Armando Curcio “ A che servono questi quattrini”, interpretata
magistralmente da Sergio Solli, con la partecipazione e la regia di Mario
Brancaccio, ha chiuso l’anteprima di “Aspettando il Festival del Varietà
Giuseppe Jovinelli ", che si terrà nel 2004 a Caiazzo.
Due, le serate
quest’anno in programmazione, organizzate dalla locale Pro Loco, cara al
presidente Giovanni Marcuccio e dall’Assessorato per lo sviluppo culturale
turistico ed economico del territorio, rappresentato dal vice sindaco di
Caiazzo, Tommaso Sgueglia, con l’attenta direzione artistica di Gianni
Gugliotta.
Una due giorni
entusiasmante per chi ha avuto la fortuna di trovare posto nel “teatro
open”, sotto le stelle, in Piazza Giuseppe Verdi.
Una città che
ha dimostrato grande interesse, presente massicciamente all’evento ideato
dalla “Premiata Ditta Sgueglia-Marcuccio”, due “mostri”, che hanno curato
la manifestazione, nei minimi dettagli.
Pur navigando
in mari tempestosi, hanno preparato per il numerosissimo pubblico accorso
dall’intera regione due bellissimi bouquet: lo straordinario Sergio Solli
e la mitica “900 Big Band”- artisti che hanno imbalsamato le migliaia di
spettatori che gremivano il teatro di piazza Verdi.

Particolarmente
emozionante, l’assegnazione del Premio Jovinelli, quest’anno assegnato a
quattro attori caiatini (Irma Ciaramella, Antonio Friello, Dario Bucci e
Giuseppe Fiore) emersi nel teatro, nel cinema, nella televisione, quattro
figli di Caiazzo, “figli” di Nino Marcuccio, autore, regista, attore,
amante dell’arte in tutte le sue espressioni. Menzione speciale per
Umberto Pepe, estroso showman, premiato con una targa.
“Bilancio
sicuramente positivo- dichiara raggiante Tommaso Sgueglia, vice sindaco,
assessore del comune caiatino- non ci aspettavamo un successo così
clamoroso, la città ha risposto benissimo, due spettacoli di grande
caratura, che hanno sedotto il numerosissimo pubblico.
Il nostro scopo
è quello di trainare e rilanciare l’immagine e l’economia di una città,
che ha sete di teatro, di arte, di cultura, garantiremo il massimo
impegno, per promuovere il nostro meraviglioso borgo, per inserirlo in
itinerari turistici.
Il Festival
Nazionale del Varietà Giuseppe Jovinelli, ci può dare una grossa spinta,
per il decollo del nostro comprensorio, che ha grandi potenzialità- le
parole conclusive di Sgueglia- affermato manager della Sanità (è vice
direttore sanitario dell’ospedale civile di Caserta), che guarda lontano
per la sua Caiazzo, un uomo che in breve tempo ha già regalato tanti
eventi ad una città, che finalmente non cammina più a passo i gambero.
Cultura e business, binomio perfetto.
(Giuseppe
Sangiovanni)
(dal Mattino 15 luglio 2003)
Jazz, suggestioni in note a Caiazzo
Tanta buona musica l'altra sera a Caiazzo nella splendida
cornice di Piazza Giuseppe Verdi in occasione dell'apertura dell'Estate
Caiatina 2003, promossa dall'Amministrazione Comunale. Una "serata Jazz" che
ha visto l'esibizione di giovani e bravi musicisti casertani: Adele
Capacchione, Salvatore Cirillo, Pierluigi Bartolo Gallo e Giampiero
Franco. Il numeroso ed attento pubblico presente ha assistito alle performances del gruppo per circa due ore. Curata la scaletta dei brani
nei minimi particolari. Il tutto senza pausa, dove la voce di Adele
Capacchione ha creato un'atmosfera magica. Il tutto senza pausa e senza mai tirare il
fiato, dimostrando la sua grande classe e professionalità. Tra i brani più
applauditi "Bye bye baby", "It could happen to you".
La serata si è
conclusa con le note di "If I were bell". Perfetta l'organizzazione curata
dall'assessore comunale alla Cultura, Tommaso Sgueglia e dal presidente e vice
presidente della Pro Loco, Nino Marcuccio e Maria Fiore. "L'idea portante
- sottolinea l'assessore Sgueglia - è promuovere eventi culturali di
qualità per valorizzare il nostro territorio. Per fare ciò, però, occorre
maggiore consapevolezza da parte dei cittadini nel riconoscere le
peculiarità della nostra identità. L'Estate Caiatina è una occasione
importante per rilanciare l'immagine della nostra città". (dia. mar.)
(dal Corriere del
Mezzogiorno Mercoledì 30 Luglio 2003)
Una due giorni a Caiazzo
Per Jovinelli, l'uomo
che inventò il varietà
Una verde collina che fa da tetto
alla piana del Volturno, una cittadina di antiche architetture non può
limitarsi ad essere ricordata come "la città dell'olio", comunque
esaltante corredo del toponimo. Il contesto paesaggistico di Caiazzo,
infatti, ha fatto da culla a personaggi storici illustri e anche
notissimi dell'arte scenica. Su tutti Rosa Ponsillo, regina della lirica
negli U.S.A. e Giuseppe Jovinelli, mitico impresario, "nono re di Roma" al
tempo in cui l' "Ambra Jovinelli" da lui fondato sfornava artisti
dell'avanspettacolo e del varietà che hanno fatto la storia del teatro
italiano.
Caiazzo torna a ricordare
l'impresario -dopo il festival del 1997- con una - due giorni di musica e
teatro sotto l'etichetta "Aspettando il Festival del varietà Giuseppe
Jovinelli". "E' un una sorta di seconda pietra - dice il Sindaco Stefano
Giaquinto - che segue quella del mio predecessore Nicola Sorbo, finalizzata
alla costruzione di una manifestazione annuale stabile che ricordi quel
grande impresario che fu Giuseppe Jovinelli ".

E alla realizzazione dell'impresa
si stanno dedicando gli assessori Tommaso Sgueglia, alla cultura,
Angelo Fasulo, alle attività produttive, e Giovanni Marcuccio, presidente
della Pro Loco. Dice Sgueglia: "Cominciamo con un concerto affidato alla
Novecento Big Band Orchestra e con la rappresentazione di "A che
servono questi quattrini?" con la compagnia di Sergio Solli, il primo
fine settimana di agosto sarà soltanto un assaggio. Una mano ce la stanno
dando Gianni Gugliotta e Franco Mantovanelli, che di teatro e musica si
occupano non da oggi. Con loro poniamo le basi per una
manifestazione che dal prossimo anno sarà di interesse nazionale". Giusepe
Jovinelli, talmente mitizzato dall'essere considerato una musa al
maschile del teatro del varietà nacque a Caiazzo il 22 marzo 1866.
Racconta Giovanni Marcuccio: "Doveva avere poco più di vent'anni don
Giuseppe, quando affascinato dalla vita di un gruppo di guitti, decise di
seguire quel loro Carro di Tespi e dedicarsi alla vita del teatrante. Lasciò
Caiazzo, il papà Arcangelo, la mamma Antonia Marocco, benestanti, e si
imbarcò in un'avventura che dopo tanti porti lo portò all'approdo romano.
Il Novecento era appena iniziato che a Roma, in piazza Guglielmo Pepe, in
un'area speso occupata di circhi, girovaghi e saltimbanchi, costruì
il suo primo teatro di legno lo chiamò Teatro Umberto. L'edificio andò a
fuoco, ma don Giuseppe debito su debito, riuscì a ricostruirlo: il 19
marzo del 1909 giorno del suo onomastico nacque il teatro Jovinelli, poi
con l'insegna Ambra Jovinelli."
Da allora e per quasi mezzo
secolo, con l'aiuto del figlio Graziano, don Peppe, elevò quel teatro a
Tempio del Varietà. Sulle tavole dell'Ambra si fecero, come dice, le ossa
Viviani, Petrolini, Totò, Rascel, Fabrizi, Fratelli Maggio, Macario,
Fiorenzo Fiorentino, Sordi, Banfi, De Vico, il Quartetto Cetra ... sei ani
fa alla prima commemorazione organizzata da Nicola Sorbo e Fiorenzo
Fiorentini, tanti artisti scrissero un loro consenso per un festival da
dedicare al grande don Giuseppe. Alberto Sordi in tre righe pennellò
quell' ambiente: " Mi moje è tanto scema che se dico : passa brodo
s'affaccia alla finestra. Questo era lo Jovinelli che torni presto a farci
ridere!" Eccola la intelligentissima demenzialità dell'avanspettacolo,
un'arte cesellata da Ettore Petrolini, Totò, Sordi e altri assi. "Quell'epoca,
quell'atmosfera, quel profumo di tavole di palcoscenico vogliamo ricordare
- dice Tommaso Sgueglia -. abbiamo adesioni di artisti eccezionali perché
don Peppe merita di essere ricordato alla grande."
(Franco Tontoli)
