Stemma della Città

Stemma della Città


 Stemma della Città di Caiazzo

Arma:

Croce rossa in campo azzurro con quattro gigli d'oro ai lati.
Sopra la croce, due mani congiunte e il motto TA-PRO sovrastati da una corona marchionale.

La croce rossa in campo azzurro, si narra abbia avuto la sua origine dal fatto che Rainulfo Normanno, conte di Caiazzo, al ritorno dalla prima Crociata (1096-1099) a cui partecipò con alcuni valorosi cavalieri delle famiglie Egizi, Melchiori, Plancano, Prisco, Gentile, Sparano e Alberti, donò questa insegna alla città mentre i quattro gigli d'oro risalgono al dominio angioino

La corona e il motto TA-PRO - probabilmente coronaTA-PROfide- sembrano essere state aggiunte ai tempi del dominio aragonese per sottolineare l'assoluta fedeltà di Caiazzo a quei sovrani.
Infine le due mani avrebbero invece origini antichissime risalenti ai tempi dell'imperatore Nerva (26-98 d.C.), che concesse a Caiazzo di fregiarsi di tale effigie nel suo stendardo in segno di amore e di fede verso il suo principe.

Attualmente lo stemma della città presenta una corona marchionale attribuibile alla presenza dei marchesi Corsi Salviati, ultimi feudatari di Caiazzo. L'apposizione della corona non può essere avvenuta prima del 1623, anno in cui Filippo IV re di Spagna e Sicilia concesse il titolo di marchese di Caiazzo a Bardo Corsi.
Dal XVIII° secolo in poi la corona marchionale venne anche utilizzata da famiglie caiatine benestanti non titolate - Tontoli, Mazziotti, Fortebraccio, de Pertis, Alberti, Foschi, Manselli ed altre - per adornare i loro emblemi di famiglia.

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