Il Castello

Il castello, in posizione dominante la valle e la città, si presenta ora in veste ottocentesca, ma conserva molte testimonianze dei periodi passati. 

Il castello longobardo, costruito sui resti dell'Arx romana, nella seconda metà del IX secolo era tenuto da Teodorico, conte di Caiazzo. 
Nell'anno 982 troviamo signore del feudo Landolfo, nel 1029 e nel 1034 i documenti attestano che Landone, conte di Carinola, era anche signore di Caiazzo.
In epoca normanna tra i conti di Caiazzo emerge (1070) Rainulfo, che accompagnò a Roma l'abate Desiderio, eletto Papa col nome di Vittorio III.

Castello  di Caiazzo
Con la conquista del regno da parte di Ruggiero II il castello viene dotato di una guarnigione permanente.

A tal proposito l'abate Alessandro di Telese ricorda: "il re , salito sul castello, e osservato il vasto territorio che si poteva controllare, decise di fortificarlo ordinando a tutti i maggiorenti di costruire le loro case intorno al castello per dimorarvi assieme a tutti i cavalieri, in modo tale che Caiazzo, già forte per la sua posizione naturale e per le sue mura, divenisse più forte con la presenza di abitanti che esercitavano la milizia".

Tale testimonianza viene confermata dal Catalogus Baronum e dalle pergamene dell'Archivio Capitolare di Caiazzo. Nel 1229, sotto gli Svevi, Caiazzo, assediata dalla truppe pontificie guidate da Giovanni Brienne, fu liberata per l'intervento diretto di Federico II. 
L'imperatore in persona soggiornò nel castello, ed ebbe in molta considerazione la città di Caiazzo, che era anche la patria di Pier Delle Vigne (suo prezioso segretario). 
In un documento pontificio si evince che Caiazzo nel giugno del 1251 entrò a far parte dei possedimenti di Riccardo, conte di Caserta.
Con gli Angioini, Caiazzo fu concessa da Carlo I a Bonifacio di Galimberto, per poi passare nel 1269 nelle mani di Guglielmo Glignette.
Successivamente furono padroni e residenti del castello i Sanseverino, e gli Origlia per poi arrivare a Lucrezia d'Alagno che l'acquistò, nel 1461, per 15.000 ducati con l'intercessione di Alfonso I d'Aragona.
Nel 1596 il feudo fu acquistato da Matteo de Capua, principe di Conca, e fu durante questo periodo che Giovan Battista Marino, segretario dei De Capua, compose nel castello di Caiazzo il suo famoso "Adone".
Nel 1607 il feudo fu venduto a Bardo Corsi, patrizio fiorentino, che resse la città col titolo di Marchese.
Il feudo fu tenuto dalla famiglia Corsi fino al 1836 quando gli ultimi discendenti vendettero il castello al signor Giuseppe Andrea de Angelis per 150.000 ducati. Il castello appartiene tuttora alla famiglia de Angelis.

 

Il Castello
 

Dati caratteristici del castello:

Il castello occupa il punto più alto della collina, con un circuito a forma quadrangolare, rinforzato da tre torri tonde negli angoli ed da una torre quadrata nell'angolo nord-est.


Attualmente vi si può accedere per due ingressi: uno posto a nord, alla fine di una lunga gradonata che lambendo il muro perimetrale termina sotto la grande torre quadrata, l'altro, posto a sud, al termine della strada che attraversa tutto l'antico fossato.

L'accesso immette in una vasto cortile dove affacciano i vari corpi di fabbrica del castello.

Il primo corpo di fabbrica a sinistra è la chiesa di Santa Maria a Castello, fatta edificare dal conte Roberto nel 1116, poi rifatta ed abbellita nel 1832 durante il marchesato di Americo Corsi. Alla chiesa si accede mediante una doppia rampa di scale posta la centro del cortile. Di fianco all'ingresso della chiesa si trovano anche le sale principali del castello.

Nell'angolo sud-ovest, adiacente alla torre tonda si trova la famosa stanza dove la tradizione vuole che vi avesse dormito Federico II nel suo soggiorno a Caiazzo.

Tutti gli ambienti di questo livello sono stati completamente trasformati nell'800 per renderli più confortevoli a chi vi abitava, mente risultano più originali e suggestivi quelli del livello sottostante, adibiti prevalentemente a deposito e locali di servizio.

Tutti gli ambienti del livello inferiore sono caratterizzati da volte rette da arconi ogivali in tufo grigio che configurano una spazialità tipicamente medioevale.

La caratteristica esterna fondamentale è data dalle torri tonde costruite in pietra calcarea e poggiate direttamente sulla roccia.

Tra le sale del castello e la grande torre quadrata si trova un corpo di fabbrica rettangolare allungato, che ospita diversi ambienti organizzati su due livelli e terminanti con una terrazza che permette l'accesso alla grande torre, meglio conosciuta come torre di Lucrezia, perché era uno dei luoghi dove il re Alfonso d'Aragona preferiva soggiornare con la sua favorita Lucrezia d'Alagno.

Le notizie riportate sono state stralciate dal servizio "Il Castello di Caiazzo", curato da Federico Cordella. (Pubblicato sul periodico "Le Provincie").

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