Come vuole un'antichissima tradizione, la chiesa ricorderebbe la
venuta di S. Pietro Apostolo in Caiazzo e la celebrazione su un altare primitivo
degli Uffici Divini.
Non vi sono precise notizie in merito alla costruzione, se cioè
sia stata edificata dalle fondamenta o ampliando un'antica cappella edificata in
ricordo della venuta del Santo.
Il De Simone, nel 1700, afferma che fu innalzata sulle rovine
della precedente chiesa.
L'assenza di tracce di sepoltura sul pavimento e la
sottostante
presenza di ambienti vuoti, mai del tutto esplorati, farebbero pensare ad una
costruzione dell'odierno edificio su una struttura preesistente. Inoltre un
documento dell'Archivio Capitolare si legge che il canonico Luigi Foschi,
fratello del Vescovo di Lucera Giovanni M., nel 1756 ricostruì, "sua cura
e studio" la chiesa, a conferma che l'attuale edificio non sia quello
originale.