Ecco
finalmente aperto il museo etnografico "Kere", per la cui istituzione
il Gruppo di volontariato omonimo lavora dal 1994, non lasciandosi vincere da
difficoltà notevoli e di vario genere.
Il
Gruppo, consapevole che il vasto patrimonio di tradizioni e di oggetti della
vita contadina rischia di uscire dalla memoria sotto i colpi della società
della fretta e dei consumi e che un museo rappresenta un'enorme risorsa per ogni
comunità, in termini sia di recupero culturale sia di rivalutazione
dell'immagine e di promozione turistica, ha inteso raccogliere e conservare in
allestimento museale quelle testimonianze idonee a documentare alle giovani
generazioni di oggi e a quelle future i ritmi dell'esistenza e i sistemi
produttivi di un tempo, legati a quella antica e faticosa arte che è appunto
l'agricoltura e che il progresso della scienza e della tecnica in pochi decenni
ha travolto.
In
una prima fase l'allestimento si era configurato più come mostra che come museo
vero e proprio, giacché gli oggetti erano sistemati senza una scansione
settoriale, ma il progetto è cresciuto in fretta con il superamento di
questa fase e la distribuzione del materiale raccolto e soprattutto quello da
raccogliere in un ordine che conferisce valenza scientifica e didattica
all'istituzione, finalizzata alla divulgazione della storia dei contadini e
delle classi popolari del caiatino, della loro vita, del lavoro, dei costumi e
delle usanze.
Naturalmente
tutto ciò è stato possibile in virtù della buona volontà di coloro che amano
questo progetto ed ai quali va il mio pensiero riconoscente.
Nell'augurarvi
una buona visita, non mi dispiace sottolineare che l'ulteriore sviluppo
dell'idea resta strettamente subordinato alla disponibilità di risorse
finanziarie e non posso non invitarvi a collaborare sotto qualsiasi forma.