“I fatti che accaddero il 13 ottobre
1943 in località Montecarmignano di Caiazzo, hanno segnato per sempre gli
abitanti di questa comunità. All’alba di questo sfortunato giorno un
plotone di soldati tedeschi in ritirata guidati dall’allora giovane
ufficiale della Wehrmacht, Wolfang Lenighk Emden, massacrò 22 civili
innocenti, soprattutto donne e bambini, per cause non ancora del tutto
chiarite.
I cadaveri dei contadini, appartenenti a
quattro famiglie, vennero scoperti la mattina del 14 ottobre da due
agricoltori in due case coloniche poco distanti l’una dall’altra. La
vittima più piccola aveva appena tre anni, le fu staccata la gamba
sinistra con una scure, le ragazze più grandi furono oggetto di violenza,
la ferocia nazista non risparmiò neppure un’anziana donna di 73 anni e una
giovane donna incinta.
Il caso commosse per la sua inaudita
efferatezza il corrispondente di guerra del “ Chicago Daily News” William
Harlan Stoneman, che raccontò ampiamente della strage nei suoi articoli;
impressionato da quei corpi che chiedevano pietà, il giornalista si
adoperò per far si che venissero degnamente sepolti caricandoli
personalmente su un camion che aveva recuperato per portarli al cimitero.
Solo nel 1993, dopo circa 50 anni, il
responsabile di quell’eccidio fu processato in Italia ed in Germania. La
Corte Suprema Federale di Karlsruhe sancì definitivamente l’impunità di
W.L.Emden, pur riconoscendolo colpevole, dichiarando prescritto il reato.
La Corte di Assise di S. Maria C.V. ha
condannato in contumacia W.L. Emden su richiesta del PM Procuratore, Dr.
Paolo Albano.
La barbarie nazista fu responsabile di
altre vittime in Caiazzo. Molti caiatini persero la vita o furono dati per
dispersi; alcuni nell’adempimento del proprio dovere di soldati, altri
ancora, furono deportati nei campi di sterminio dai tedeschi.
Il 27 gennaio 1944 la nostra comunità pagò un altro tributo di sangue in
seguito al bombardamento, per tragico errore, da parte di aerei americani.
Dalle macerie furono estratti molti corpi e altri persero la vita per le
gravi ferite riportate.
I caiatini, vittime innocenti
dell’orrore generato dalla volontà di potenza del nazifascismo, sono due
volte martiri ed emblema degli orrori della guerra.”