


Città di Caiazzo
Itinerari per una carta dei Paesaggi
dell’Olivo e dell’Olio
Premessa
Il presente
documento costituisce la traccia per un percorso che coinvolge l’ambiente
di vita, le popolazioni, le amministrazioni e tutti i soggetti
scientifici, economici e culturali che si impegnano a ritrovare modi di
essere e di operare nella condizione del presente su tematiche di
riferimento fondamentali, che possono essere ricondotte nel loro insieme
al paesaggio.
L’itinerario che
proponiamo è un primo passo per un lavoro più complesso e articolato di
intreccio delle molte tematiche che nei paesaggi dell’olio si possono
sviluppare; esso prevede momenti futuri di incontro e di ricomposizione
di valori, conoscenze e capacità di cui sono portatori i diversi soggetti
partecipanti.
Proponiamo,
pertanto, un cammino in divenire che non ha solo lo scopo di apparentare
idealmente chi è interessato ad operare per il buon governo della
campagna, ma anche di farsi strumento attivo di riflessione e di lavoro,
ponendo le basi per un approccio condiviso e aperto al tema del paesaggio
agrario e a quello dell’olivo e dell’olio in specifico.
1)
Paesaggio e paesaggi dell’olio
Un approccio
costruttivo alla questione del paesaggio implica l’accezione di esso non
come oggetto di semplici istanze estetiche, bensì come prodotto delle
azioni della comunità nel corso del tempo.
Ciò è in conformità
con quanto espresso nella Convenzione europea del Paesaggio (2000):
“Paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è
percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di
fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni” (Cap. 1, art. 1).
Il paesaggio,
dunque, inteso come composizione integrata, pur nella necessaria sua
evoluzione, non può derogare al proprio genius loci, all’identità
composita che lo connota, garantita dalla fedeltà agli elementi che nel
tempo hanno configurato il suo formarsi.
Non a caso si è
parlato di “paesaggi”, in quanto molteplici sono i volti che assumono
nell’area mediterranea. Pertanto, se è impensabile proporre un unico
modello di descrizione, interpretazione e gestione, possono essere invece
condivisi e fondanti le modalità e i criteri di lettura, di valutazione e
di intervento.
I paesaggi dell’olio
sono espressione della cultura e della storia dell’uomo. La grande
disponibilità di manodopera ed il suo basso costo hanno spinto l’uomo ad
estendere le coltivazioni in zone meno adatte alle specie più comuni a cui
venivano assegnati i siti più favorevoli. L’olivo, pianta molto rustica ed
adatta alle più svariate condizioni pedologiche, ha consentito di
utilizzare areali popolati da essenze boschive o di macchia.
Motivi economici ed estetici assumono un valore di coesione legato alla
lunga esperienza delle comunità del Mediterraneo. Il pane, il vino e
l’olio costituiscono gli elementi su cui si fondano le sacralità di tutte
le religioni di questa area geografica.
La coltivazione è un
requisito fondamentale per la configurazione del paesaggio dell’olivo.
2) Obiettivi di
un’azione condivisa
Nei
processi di cambiamento dei paesaggi, tra tradizione e innovazione, e
nelle mutazioni delle tecnologie del lavoro umano emerge l’importanza
storica e attuale della ruralità.
Fondamentale diviene la
percezione sociale del paesaggio, intesa come un processo di apprendimento
(reciproco e amichevole) fra esperti, amministratori e comunità locali.
In tale percezione i fenomeni
naturali, le azioni umane, le temporalità e le diverse interiorizzazioni
anche personali si concludono nel riconoscimento, nella attribuzione di
valori comuni e nella loro traduzione in linguaggi condivisi.
In
tal senso è necessario prendere atto di alcune problematiche significative
che riguardano allo stesso tempo le valutazioni e le metodologie di
intervento
1.
approfondire le crescenti analogie tra la densificazione del
paesaggio urbano e la monocoltivazione del paesaggio agricolo;
2.
considerare la rilevanza delle differenti dinamiche temporali delle
produzioni agricole;
3.
considerare la fisiologica incertezza della produzione causata
dalla diversificazione della domanda di mercato, dalle annate produttive
negative, ecc.;
4.
abbandonare gli irreali conservatorismi paesaggistici incapaci di
dialogare con le dinamiche economiche reali;
5.
accettare l’idea che la qualità del prodotto senza salvaguardare il
complesso sistema che permette la sua produzione, cioè il paesaggio, non
sia più sufficiente per competere sul mercato globale;
6.
riconoscere le forze e le risorse più adatte allo sviluppo di nuovi
usi del territorio;
7.
concepire il paesaggio come risorsa unitaria e specifica.
2.1)
aspetti naturalistici
§
La
tutela del genoma olivicolo e delle cultivar autoctone è
fondamentale per il mantenimento della biodiversità dei paesaggi
dell’olivo.
§
E’
importante la tutela dei pedopaesaggi e la conservazione dei suoli
afferenti alla coltivazione dell’olivo, come pure una classificazione
pedoclimatica finalizzata alla gestione sostenibile dei diversi paesaggi
olivicoli.
§
E’
necessaria una mappatura pluristratificata dei paesaggi dell’olivo e
dell’olio al fine di arrivare ad una conoscenza preliminare che consenta
un’azione efficace. Essa prevede l’individuazione dei paesaggi, ne
analizza le caratteristiche nonché le dinamiche e le pressioni che li
modificano e ne segue le trasformazioni.
§
Si
propone l’istituzione di un Osservatorio Permanente, in sinergia con
l’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio, con l’obiettivo di:
a.
raccogliere documentazione acquisibile attraverso la storia degli
insediamenti, l’archeologia, la storia culturale e materiale, le fonti
archivistiche e iconografiche, i rilievi fotografici, le fonti orali e le
tradizioni popolari;
b.
favorire la diffusione di un’etica della responsabilità;
c.
formare ed educare specialisti nel settore della conoscenza e
dell’intervento tramite sinergie con il mondo accademico, con gli enti
pubblici e con le associazione di categoria nonché promuovere iniziative
nelle scuole.
2.2)
aspetti architettonici
L’architettura rurale nelle sue unità costitutive, singole e di insieme,
in quanto testimonianza materiale di civiltà, è da considerarsi bene
culturale e come tale soggetto a norme di recupero e valorizzazione
nell’ambito delle iniziative di tutela paesaggistica.
Attraverso una
preliminare fase di conoscenza delle tipologie architettoniche, delle
tecniche e dei materiali utilizzati nel tempo dalle culture locali,
occorre elaborare un progetto per lo studio e la possibilità del loro
impiego e adeguamento con l’integrazione di appropriate tecnologie, al
fine di perseguire l’obiettivo della loro conservazione, restauro e riuso.
Conclusioni
La Carta, in questa
sua prima formulazione, non esaurisce il tema in oggetto e si pone come
strumento di confronto e di dibattito nelle varie realtà legate al
paesaggio dell’olivo e dell’olio.
Caiazzo, 27 febbraio 2004
Enrico Lupi,
Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio
Stefano Giaquinto,
Sindaco di Caiazzo (CE)
Michele Bianco,
Dirigente Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania
Giovanni Alessandri,
Presidente della Comunità Montana del Monte Amiata – Area grossetana
Maria Beatrice
Bettazzi,
Docente di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi di Bologna
Vito Nicola Damato,
Assessore all’Agricoltura del Comune di Bitetto (BA)
Sveva Di Martino,
Direttrice del Museo dell’Olio della Sabina – Castelnuovo di Farfa (RI)
Ermanno Masiello,
Sindaco di Raviscanina (CE)
Stefano Mazzoleni,
Docente di Ecologia Vegetale all’Università degli Studi “Federico II” di
Napoli
Rita Micarelli,
Comitato Scientifico dell’Atelier dei Paesaggi Mediterranei
Raffaele Milani,
Docente di Estetica all’Università degli Studi di Bologna
Andrea Morpurgo,
Docente di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi di Bologna
Mario Perilli,
Vice Presidente della Provincia di Rieti
Francesco Pistilli,
Architetto – Associazione Città Paesaggio
Giorgio Pizziolo,
Docente di Urbanistica all’Università degli Studi di Firenze
Giuseppe Pugliano,
Agronomo – Docente emerito all’Università degli Studi “Federico II” di
Napoli
Raffaele Sacchi,
Docente di Tecnologie degli Oli all’Università degli Studi “Federico II”
di Napoli
Tommaso Sgueglia,
Assessore alle Attività Culturali ed Economiche del Comune di Caiazzo (CE)
Nicola Sorbo,
Presidente dell’Associazione Città Paesaggio
Nicola Stolfi,
Responsabile Area Territorio e Ambiente della Confederazione Italiana
Agricoltori
Fabio Terribile,
Docente di Pedologia all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli
