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Il Piccolo Principe non ha Speranza?

 

Relazione del maestro Renzogallo sull’installazione artistica

dedicata al personaggio di Antoine de Saint-Exupéry

 

Il Piccolo Principe non ha Speranza. Uccide l’entusiasmo della Conoscenza e dell’Esperienza del Viaggio per chiudersi definitivamente nel suo piccolo mondo.

Eppure, in realtà, tutto quello che coinvolge la nostra sensibilità  sta nell’Avventura del suo Viaggio tra gli uomini e nella Natura. Nella conoscenza dei loro limiti. Principalmente nel tentativo di imporre loro nuove domande per sfuggire alla banalità del loro specifico. Il suo Viaggio si conclude con una rinuncia che contraddice lo scopo del viaggio stesso: il ritorno definitivo e rinunciatario alla banalità del suo rassicurante piccolo mondo, con vulcani dal comportamento prevedibile e scontato. Un mondo che non capisce anche le ragioni di un Baobab e della sua esigenza di vivere. Un mondo, quindi, più piccolo e più spietato di quello degli uomini. Un mondo che chiede museruole per le pecore perché non mangino l’unico fiore esistente, che ha un solo essere vivente e che alla Sua volontà deve assoggettarsi. Un mondo, quindi, che noi uomini non possiamo e non dobbiamo amare.

 

Malgrado ciò il Piccolo Principe suscita in me un grande fascino; il suo metodo di viaggio e il suo bagaglio di memorie del mondo degli uomini, nonché il modo in cui le ha conquistate: osservare, porre domande che non ci si è mai posti, riflettere, trarre delle conclusioni e, da questa realtà, rielaborare i propri sogni in una continua e affascinante trasmigrazione. In breve, riordinare reperti di esperienza e dar loro un certo ordine personale.

I reperti, per me più significanti, vengono dall’esperienza con la natura: un fiore unico ( un fiore “privato” che richiede tutta la nostra attenzione per esistere ); una scatola che contiene tutto il nostro immaginabile e lo preserva dalle altrui interpretazioni ( pecore, prati, luci, ogni Piccolo Principe ) ; la necessità di svariati tramonti per interrompere cicli faticosi di esistenza e dare un giusto riposo all’anima; la saggezza di una volpe che ci chiarisce il concetto di “addomesticamento” ( disponibilità-abitudine-affezione ); la tana: unica porta per sfuggire alla paura e per raggiungere la gioia ( una porta con due valenze contrarie che prendono significato solo dall’atto dell’entrare o dell’uscire); un campo di grano: il colore che costruisce memoria; la onesta pragmaticità del serpente che, velocemente ed inesorabilmente, dà origine ad ogni inizio e fine di viaggio. E stelle. Stelle private che aspettano solo di essere nominate per esistere.

 

E... un pozzo. Un pozzo da dove attingere salvezza. Un pozzo desiderato, a lungo cercato che,  contendo tutto, dà serenità all'anima. Quella serenità che è indispensabile per intraprendere un nuovo Viaggio. Un pozzo che contiene il Viaggio stesso del Piccolo Principe.

 

Intendo,  a seguito delle riflessioni sopra esposte, improntare il mio lavoro sul Piccolo Principe sulla sua assenza e sul desiderio della sua presenza che possono derivare da alcune tracce disseminate nella zona di intervento. Gli episodi del suo Viaggio sono scollegati, apparentemente, da un unico disegno ed appaiono casuali, ma da un unico disegno vengono riordinati in una visione di percezione che appartiene meno al racconto ma molto di più all’unitarietà del suo significato  (L’essenziale non è visibile agli occhi ).

 

 

Un elemento di riferimento principale e centrale al pozzo, che conterrà la presenza e l’assenza,  si ricollegherà ad elementi disseminati nella zona a ricostruire un Viaggio personale di ri-costruzione.

 

Qualche tempo fa un pescatore, in Francia, ritrovò nelle sue reti un bracciale con la scritta Antoine de Saint Exupéry.  Intendo seppellire in un punto della zona  “appena visibile agli occhi” un bracciale dello stesso carattere.

 

Mi piacerebbe, inoltre, consolidare nel tempo il concetto di aggiunte di memoria ponendo ulteriori tracce, anche nel territorio, senza ulteriori aggravi per l’Amministrazione, che indichino che il Piccolo Principe in realtà non è mai partito e continua il suo Viaggio nel mondo degli uomini ponendo continuamente e inesorabilmente ad essi le sue domande.

 

                                                                                       Renzogallo

 

 


Appunti di Viaggio di un piccolo principe

del maestro Renzogallo


Schizzi preparatori  e realizzazione

 del percorso artistico di Vico Sanseverino

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Ora, un baobab, se si arriva troppo tardi, non si riesce più a sbarazzarsene

ingombra tutto il pianeta

io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro.

Allora sarà meraviglioso quanto mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumare del vento nel grano....

Allora mi metterai sotto una campana di vetro..

Fa molto freddo qui da te...

Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra.

Il tuo mi farà uscire dalla terra...

Questa è soltanto la sua cassetta.

La pecora che volevi sta dentro.

C'era là! drizzato verso il Piccolo Principe,

uno di quei serpenti gialli che ti uccidono in trenta secondi.

Cadde dolcementeome cade un albero.

Non fece nemmeno rumare sulla sabbia

Appunti di viaggio di un piccolo principe

 

       

 

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