Basilica Minore Santa Maria Assunta e Santo Stefano Vescovo di Caiazzo

Piazza S. Stefano

La Basilica Minore Santa Maria Assunta e Santo Stefano Vescovo di Caiazzo sorge secondo gli storici Melchiori (scrive agli inizi del ‘600 che nei capitelli delle colonne portanti della chiesa poi incorporate nei pilastri, vi erano raffigurate figure pagane) e Iadone su un'area che ospitava un te

S. Stefano - patrono di Caiazzo

mpio pagano.

Un altro studioso, il Faraone, suppose che fosse stata eretta sull'antica Basilica, luogo di amministrazione della giustizia.
Basilica Minore - Caiazzo


Il suo aspetto attuale è dovuto all'operato di mons. Piperni che si avvalse del progetto dell'architetto Don Nicola Tagliacozzo Canale. Inaugurata nel 1760 si presenta come pregevole opera del tardo barocco napoletano in cui si fondono temi rococò con altri classicheggianti. La facciata è mossa dalla presenza di due portali che le imprimono un dinamico coronamento.


L'interno a tre navate divise da pilastri, è arioso e slanciato, con armonica decorazione a stucchi particolarmente felice nel presbiterio. Notevoli sono alcune cappelle , il coro ligneo, gli altari in marmo policromo e le varie opere pittoriche custodite.

Ospita il corpo di S. Stefano, patrono di Caiazzo, nella cappella a Lui intitolata a sinistra dell'Altare Maggiore. Tra le altre cappelle, ricordiamo quella del SS. Sacramento (Gesù Sacramentato), costruita con le donazioni della signora Angelina Maturi, su un progetto dell'Ing. Arch. Pasquale Sasso.

Piazza Santo Stefano
 
A causa dei numerosi interventi ha subito perdite gravi come la distruzione dell'affresco raffigurante S. Lucia e S. Stefano, emerso durante i lavori per la costruzione di una cappella alla fine dell'Ottocento. Prima della Seconda Guerra Mondiale il pavimento di mattoni è stato sostituito da uno in marmo.

Il Campanile è stato costruito intorno al 1830 ed ha ha quattro campane tra le quali una delle quali dedicata a S. Stefano. Oltre alle reliquie del patrono S. Stefano, è ospitato nella cattedrale il sangue di S. Pantaleone, di cui si attende il miracolo della liquefazione ogni 27 luglio, come per il più conosciuto miracolo di S. Gennaro a Napoli.

 

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